IL CASO DI CESARE BATACCHI – PRESENTAZIONE DELL’AUTOPRODUZIONE DI GIUSEPPE GALZERANO – CORTEO 27 F

L’EVENTO prevede 3 INCONTRI dal 25 al 27 febbraio 2022:
  • venerdì 25 febbraio – alle ore 19 e 30 – al BAROCCHIO SQUAT: Giuseppe Galzerano presenta la sua ultima autoproduzione (dal 1975) sul caso di Cesare Batacchi anarchico condannato all’ergastolo grazie ad una montatura poliziesca e giudiziaria dell’Italia umbertina.
    Un caso che prefigura gli orrori giuridici del Novecento da Sacco e Vanzetti, a Pinelli e Valpreda, a Sole e Baleno…
    A seguire: cena vegana Bellavita – nessun guadagno – nessun dolore LINK dell’EVENTO
  • sabato 26 febbraio alle ore 17: Giuseppe Galzerano presenterà la sua autoproduzione al PERLA NERA di Alessandria. LINK dell’EVENTO
  • domenica 27 febbraio: si svolgerà un CORTEO in solidarietà con i presos anarchici del 27 F di Barcelona in carcere – esattamente da un anno e ancora in attesa di giudizio – anch’essi vittime di una montatura istituzionale e mediatica in pieno svolgimento. LINK dell’EVENTO

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25 APRILE – DI LOTTA E PRESA BENE! – AI GIARDINI (IR)REALI

Dalle ore 12:00 ai giardini (ir)reali davanti Fenix:

  • Pic-nic Bellavita (porta da bere e da mangiare e condividilo.. no bar.. no denaro
  • Musica
  • Microfoni aperti
  • Distro Fenix

Dalle ore 20:00 al Barocchio squat (strada del barocchio 27 Grugliasco:

  • Pizza bellavita
  • Proiezione del film “I nostri anni”

Durante la guerra, Alberto e Natalino, legati da forte amicizia, hanno condiviso l’esperienza partigiana sulle montagne del Piemonte. Oggi, anziani, hanno vite diverse: Natalino vive da tempo solo in un vecchio borgo quasi disabitato, Alberto è in un pensionato dove trascorre l’estate. Natalino viene contattato da un ricercatore universitario e durante un’intervista rievoca il periodo della resistenza. Alberto entra in confidenza con un’altro ospite del pensionato, Umberto, un coetaneo costretto sulla sedia a rotelle. Ecco in flashback immagini di partigiani in fuga nei boschi durante un rastrellamento. Insieme a Natalino e Alberto c’è Silurino, gravemente ferito. Trasportare lui e gli altri non è più possibile. Natalino va in cerca di aiuto, Alberto resta con gli altri e, dopo un po’, si allontana per vedere se l’amico è di ritorno. Sta per recuperare la posizione, quando arrivano le brigate nere. Da dietro i cespugli, Alberto assiste al massacro di Silurino e dei compagni. Nel pensionato un giorno Alberto fa una scoperta inattesa: Umberto è l’ufficiale delle brigate nere responsabile di quell’eccidio nei boschi. Sconvolto, Alberto corre a rivelare tutto a Natalino. Non c’è che una soluzione: uccidere Umberto. Insieme preparano l’agguato, ma sono lenti e goffi, e il piano non riesce. Vengono portati via dai carabinieri, ma dentro di loro hanno verificato che lo spirito di ribellione è rimasto intatto.

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